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ANI LO SCRIBA DELL'ANTICO EGITTO

 
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Estela
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MessaggioInviato: Lun Feb 23, 2009 8:50 pm    Oggetto: ANI LO SCRIBA DELL'ANTICO EGITTO Rispondi citando

ANI LO SCRIBA DELL'ANTICO EGITTO


Illustrazione 1: Da un papiro della XVIII dinastia dei faraoni dell’antico Egitto rinvenuto nella tomba dello scriba Ani e conservato nel British Museum di Londra. Anubi, dalla testa di sciacallo, pesa il cuore di Ani mentre Toth dalla testa d'ibis, protettore della magia, scrive col calamo il verdetto. (Tratto dal 4° vol. dell'«Enciclopedia della Civiltà atomica», ediz. Il saggiatore)

Il papiro della pesatura del cuore
La rappresentazione che si vede attraverso l'illustrazione 1 è la scena della cosiddetta "pesatura del cuore", dei defunti dell'antico Egitto, che di frequente si trova sui libri sui papiri. Si tratta di un rituale riportato sul "Libro dei Morti" e si chiama "psicostasia" e rappresenta il giudizio divino. All’interno della sala, che riguarda la parte del papiro riportata nell'illustrazione 2, si vede il presidente del tribunale divino, Osiride, affiancato a Iside e sua sorella Nefti, ma non sempre in altre rappresentazioni simili.
Il rituale prevede che all'inizio il defunto venga accompagnato da Anubi (quello accanto al bilico di "pesatura"), Dio dalla testa di cane, il quale pone il cuore del defunto su uno dei piatti della grande bilancia posta al centro del tribunale.
Sull’altro piatto si trova invece Maat, la Dea della verità, oppure una piuma (come nel nostro caso), simbolo della Dea.
Thot (sulla destra), Dio dalla testa di Ibis, sorveglia la "pesatura", pronto ad annotare il risultato su una tavoletta. Il defunto inizia così la sua "confessione"…
Al lato destro (ai piedi di Thot) si vede un essere mostruoso con la testa di coccodrillo dal corpo, metà da leone e metà da ippopotamo, una belva chiamata "la divoratrice di anime". Infatti, non appena il defunto mente nel "confessarsi" davanti a Maat, la bilancia penderà a suo sfavore, ovvero dalla parte del cuore e la belva divorerà la sua anima all’istante e per il defunto non ci sarà alcun Aldilà. Se invece le parole corrisponderanno alla verità, il cuore peserà quanto la piuma di Maat e il defunto potrà finalmente accedere alla sua nuova vita ultraterrena, e sarà condotto alla sala accanto davanti al tabernacolo di Osiride. Infatti nel papiro di Ani successivo dell'illustrazione 2, si vede appunto Ani genuflesso davanti al tabernacolo anzidetto.


Illustrazione 2: E' il giudizio finale dello scriba Ani. La prova è superata e Ani viene condotto alla presenza di Osiride, seduto in un tabernacolo a forma di sepoltura

Detto questo ora ci apprestiamo, dalla nostra postazione di osservatori profani ma sufficientemente addottorati, per giudicare il papiro di Ani in discussione in chiave ingegneristica.
Il tutto, visto in tal modo, dà l'idea di una meravigliosa "progettazione", fin troppo, accurata nei minimi dettagli. Ma venendo al fatto importante, che desta dapprima curiosità e poi sbalordimento, viene da constatare la concezione di una legge fisica posta in atto, che solo poco più di tre millenni dopo, cominciava a delinearsi in Europa. Si tratta della caduta dei gravi sulla terra che, come si vedrà, è regolata dalla legge di Coriolis e di ferrel.
Ciò che lascia di stucco, e che traspare in modo evidente, è la disposizione, chiaramente, inclinata del telaio di "pesatura", rispetto un’ideale verticalità.
Stando alla legge di gravità, concepita a quei tempi, i piatti della bilancia e il cuore di Ani, da considerare come dei "gravi" privi di "vincoli" terreni, dovevano essere rappresentati secondo una perfetta verticale.


Illustrazione 3: Particolare del Libro dei morti dello Scriba Hunefer, papiro dell'XI dinastia, British Museum di Londra.

Infatti, in certe rappresentazioni simili a quella in osservazione, per esempio il papiro di Hunifer (illustrazione 3), la disposizione del bilico di pesatura è in armonia con quest'apparente "erronea" concezione scientifica. Però Ani, chissà, da zelante Scriba, vi contravviene e predispone, invece, le cose nel modo riscontrato. Come si potrebbe spiegare?
A questo punto, viene da pensare che Ani e, forse, altri a lui "vicini", immaginavano cose fuori della concezione culturale corrente di quel tempo. Ma non potremo sapere mai come approfondire questa cosa, a meno che ci si disponga a trattarla in modo esoterico. Immaginando che si tratti della "pesatura" di cose inerenti l'anima del defunto, prive di vincoli terreni, di conseguenza non possono che comportarsi allo stesso modo dei gravi fisici e così subire la deviazione della direttrice verticale della forza di gravità.
Comunque questo lato esula dalla trattazione in corso e perciò interessa solo il fatto accertato della "deviazione" angolare della verticalità del sistema di pesatura per affermare che il vero padre dell'idea della "deviazione" della caduta dei gravi è lo scriba Ani, vissuto più di tre millenni fa.
In più, al massimo potremo avanzare delle ipotesi traslando il concetto di "deviazione" puramente geofisico in un altro di carattere metafisico che potrebbe intendersi come "inclinazione" secondo cui ognuno si dispone col pensiero, mettiamo.
Il caso di Ani, con la rilevata "inclinazione" dell’asse di gravità, che si discosta dalla concezione ortodossa, assunta secondo l’assetto "verticale", potrebbe portare alla consapevolezza del presumibile preannuncio della fine dell’epoca dei faraoni e la possibile nascita di una nuova epoca in cui l’uomo si dimostra capace di un certo "muoversi" animico. Ani si potrebbe considerare il Galileo Galileo del suo tempo (visto però strettamente dipendente come da una nuova "religione"), forse anche lui soggetto alle stesse analoghe ostilità del Clero vigente. Non escluderei dei collegamenti a priori con il tentativo "eretico" del faraone Akhenaton vissuto il secolo precedente (1353-1335 a.C.).
Fa pensare molto un fatto poco chiaro di questo re preso dall’euforia per la sfrenata costruzione di nuovi templi in onore di Aton a dispetto della classe sacerdotale che lo osteggiava.
Nel quinto anno della sua ascesa al trono accade qualcosa che cambierà, da quel momento, il corso della storia di questo reame.

«Akhenaton non riesce a raccontare ciò che accadde realmente, ma di certo la cosa lo mandò su tutte le furie»
dice l’egittologo Bill Munarne.

«In un’iscrizione trovata ad Amarna il faraone inveisce contro questo "qualcosa", definendolo la cosa peggiore capitata. Secondo me, i sacerdoti ne avevano abbastanza; serrarono i ranghi e gli intimarono di piantarla. E lui per tutta risposta abbandonò Tebe»

Discostandoci da quest’analisi storica, non si potrà mai sostenere che gli antichi egizi dell’epoca relativa al papiro di Ani, traducessero delle coscienti concezioni geofisiche in simboliche rappresentazioni sulla scorta delle conoscenze come quelle testè rilevate per Ani.

Andando a fondo alla riscontrata "anomala" disposizione del telaio di pesatura di Ani, si deve ammettere che è in stretta aderenza al noto fenomeno della geofisica della "deviazione" della direzione dei corpi in movimento sulla terra in relazione alla forza di gravità.
Più particolarmente, si tratta di variazioni, combinate, dell’assetto gravitazionale dei gravi in genere, dovute alla rotazione della terra, appunto, con il variare della relativa latitudine. La legge di Ferrel perfeziona questo fenomeno affermando che un corpo non vincolato in movimento nel nostro emisfero è deviato verso destra rispetto alla direzione del suo movimento; nell’emisfero australe è deviato verso sinistra.
Infatti questa "deviazione", verso destra o verso sinistra, in aggiunta all'altra riguardante la "deviazione" dalla verticalità dei piatti del bilico, trova riscontro nel papiro di Ani (attraverso la capacità rotazionale del perno di base dell'asta del bilico), e questo scuote non poco, per confermare l'ipotesi che essa doveva essere in embrione mentale all'epoca dello scriba Ani.
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